Martedi sera a Montecarlo, nella sala consiliare, si è tenuto un Consiglio Comunale straordinario, aperto alla cittadinanza, per discutere dei recenti provvedimen governitivi nel campo scolastico. Tali decreti comunemente chiamati “riforma Gelmini” riguardano, incideranno e cambieranno la scuola italiana, di ogni ordine e grado, per i prossimi anni a venire.
Che quello della scuola sia un argomento fortunamente sentito dagli italiani lo hanno dimostrato le varie manifestazioni e forme di protesta che hanno interessato,nei mesi scorsi,tutte le città e molte scuole della nostra Repubblica.
Ma anche la presenza dell'insolitamente folto pubblico che assisteva al Consiglio Comunale martedi sera. Oltre 40 persone, di cui molte insegnanti, a dimostrazione del fatto che questi provvedimenti non sono indolori per la loro categoria.
Che la scuola italiana abbia bisogno da molti anni di riforme e cambiamenti lo dicono implacabilmente le statistiche mondiali del settore, e l'evidente impreparazione dei nostri diplomati e laureati rispetto ai coetanei degli altri paesi comunitari.
Nonché lo sfascio, l'apatia, e gli episodi incresciosi che dai vari plessi scolastici rimbalzano sugli organi di stampa nazionali.
Strano paese il nostro però, si vuol migliorare e subito si continua a voler spendere meno. (Sarebbe come se un automobilista decidesse di voler comprare una macchina nuova con la ferma intenzione di spendere meno di quello da lui speso per l'auto vecchia. Possibile ?
Certo dicono in molti a gran voce. Basta tagliare i rami secchi. Salvo poi voler tagliare quelli degli alberi altrui, chiaramente.
Certo è che l'altra sera questa riforma non è stata difesa proprio da nessuna forza politica, anzi la persona più in imbarazzo era l'assessore al ramo che, onestamente, ha ammesso che qualche perplessità la nutre.
Tutti d'accordo allora. In questo caso avrebbe certamente aiutato un fermo pronunciamento, simbolico, politico, forse praticamente ininfluente, ma la democrazia è questa.
Allora bastava prendere la copia di uno dei vari documenti approvati nei Comuni vicini, cambiarci l'intestazione, approvarlo e velocemente inviarlo ai vari enti istituzionali preposti dicendo “a Montecarlo la pensano cosi”.
Troppo semplice direte e sopratutto inusuale per Montecarlo. Allora, siccome a Montecarlo una commissione non la si nega a nessuno, eccoti approvato un bel deliberato che dedide di formare una commissione. Poi nel prossimo consiglio si indicano i nomi dei membri, poi la commissione si riunisce e, se và bene, al consiglio successivo si approva il documento. Democratico non c'è che dire, ma tanto in ritardo.
Molto meglio un drappo nero, ve lo assicuro, quello almeno qualcuno lo ha visto e magari si sarà anche domandato...” che cosa è morto”.
martedì 13 gennaio 2009
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